Il nucleare in Italia: yes we can!
Di Energia Nucleare si è ricominciato a parlarne quando nel secondo semestre del 2008 il prezzo del petrolio aveva abbondantemente superato la soglia psicologica dei 100 dollari a barile, dimenticando forse che il referendum del 1987 aveva sancito l’uscita dell’Italia dal nucleare, fonte energetica che in Europa rappresenta circa il 38 per cento del fabbisogno energetico.
Oggi, a diciassette anni di distanza da quella decisione, il nucleare rientra tra le opzioni possibili per sanare il deficit energetico italiano. Il governo Berlusconi sembra infatti intenzionato a sfruttare questa tecnologia affidandosi ai Francesi per la costruzione di centrali nucleari di terza generazione. E ancora una volta l’unico strumento di pronunciamento popolare in materia legislativa viene ignorato, e con esso viene ignorata la volontà di quanti si espressero in maniera contraria alla produzione di questa energia sul territorio nazionale. L’8 e il 9 novembre del 1987 più dell’80 per cento degli italiani scelse di votare NO al nucleare.
Ma su cosa votarono realmente gli Italiani?
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